Va bene che vi siano regolamentazioni a non finire, va bene che bisogna ascoltare le Amministrazioni ed i Comuni “per il bene del territorio”, va bene che le Associazioni sembra che abbiano come solo “obbiettivo sociale” salvare il mondo dal gioco d’azzardo… però quando lo si vuole fermare bisogna avere delle valide argomentazioni e non “motivazioni troppo generiche”. Questo è ciò che asserisce il Consiglio di Stato, quinta sezione, che ha respinto diversi ricorsi presentati dal Comune di Desio contro alcune sentenze del Tar della Lombardia che aveva bocciato la sua ordinanza in materia di gioco che limita l’accensione delle slot machines tra le h.13 e le ore 22.30: motivazioni troppo generiche. Oltre a tale affermazione del Consiglio di Stato, il potere di limitazione degli orari che attualmente hanno i Comuni sugli orari degli esercizi pubblici è stato limitato dal Decreto Salva Italia con uniche deroghe in caso “di accertata lesioni degli interessi pubblici”.

Ben venga questa sentenza poiché -non si finisce mai di ripeterlo- troppe e varie limitazioni si stanno “studiando” contro il gioco d’azzardo. Troppi “luoghi sensibili” vengono usati per impedire nuove aperture di sale da gioco, troppe “limitazioni d’orario” vengono imposte e troppi operatori, che hanno investito nel comparto, si trovano a dover “fare marcia indietro”, lasciare a casa le risorse che pensavano di impiegare sopportando danni “morali e materiali” per non poter esercitare un’attività nella quale credono e “profumatamente pagata” allo Stato nel caso dei concessionari del gioco pubblico.